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Posts taggati con 'praticanti'

Da Firenze una notizia che farà felici molti praticanti!

17 maggio 2012  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Novità, Professione

Il decreto legge n. 1 del 24.01.2012, convertito in legge n. 27 del 24.03.2012, ha apportato un’importantissima novità in tema di tirocinio professionale. L’art. 9 comma 6, infatti, così recita: “la durata del tirocinio previsto per l’accesso alle professioni regolamentate non può essere superiore a diciotto mesi“.

La novità è stata ovviamente accolta con grande entusiasmo da tutti gli iscritti nel registro dei praticanti avvocati, i quali hanno visto in questo provvedimento un barlume di speranza: uno “sconto” di sei mesi su un percorso formativo notoriamente lungo e in salita.

L’entusiasmo dei molti si è però presto sopito di fronte al rifiuto di rilasciare il certificato di compiuta pratica trascorso il nuovo termine di 18 mesi. Preso atto della mancanza di una disciplina transitoria per quei neolaureati che alla data del 24.01.2012 erano già iscritti al registro dei praticanti, gli Ordini degli Avvocati hanno preferito temporeggiare in attesa di una pronuncia chiarificatrice da parte del Ministero della Giustizia.

E se prendessimo un praticante?

10 febbraio 2012  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Professione

Perché accogliere nel proprio studio un praticante? Nell’immaginario collettivo, il dominus ormai stanco di correre in giro per uffici e cancellerie, decide di formare un giovane neolaureato semplicemente per delegare, a costo rigorosamente zero, il lavoro più noioso: rispondere al telefono, preparare buste e raccomandate, presiedere alle udienze di rinvio e porre addirittura rimedio ai propri errori… “Mi scusi, è colpa del praticante. Lei capisce, è qui da poco“!

Nella realtà le cose stanno in maniera differente. Uno studio legale, soprattutto giovane, inizia a pensare alla figura di un praticante per un ben preciso motivo: crescere. Scegliere un neo laureato significa poterlo “plasmare” a seconda delle esigenze interne e accompagnarlo nella crescita professionale nonché disporre di una grandissima risorsa che potrà contribuire soprattutto a lungo termine.

Esame di avvocato e segni di riconoscimento: la parola al TAR

16 dicembre 2011  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Diritto

I tre giorni di scritti sono ormai terminati e i candidati possono riposarsi – solo qualche giorno, perché bisogna già pensare all’orale – in attesa dell’esito dell’esame. Ci vorranno mesi, parecchi, prima di poter leggere la scritta AMMESSO o NON AMMESSO all’orale sui fogli appesi presso le sedi di Corte d’Appello. 30 il punteggio minimo da dover raggiungere in almeno due prove su tre, con un totale complessivo non inferiore a 90/centocinquantesimi.

A volte, però, può succedere che gli scritti vengano annullati senza nemmeno procedere alla correzione. Ciò accade, ad esempio, se i commisari rinvengono nella stesura segni di riconoscimento e cioè elementi che possano rendere identificabile il candidato apposti, ovviamente, con lo scopo di avere un aiuto in sede di correzione (da parte di un membro di commissione compiacente). Come saprete, infatti, per garantire l’onestà e la regolarità dell’esito, le prove dei concorsi non sono abbinate ad un nominativo fino a conclusione della correzione.

Come sopravvivere all’esame di avvocato!

10 dicembre 2011  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Professione

Come non essere d’accordo con i 10 consigli del prof. Giovanni Ziccardi su come redigere il parere dell’esame di avvocato? Se non avessi avuto la fortuna di seguire un corso di preparazione, tra l’altro sotto la preziosa giuda del prof. Antonio Catricalà, sarei rimasta completamente all’oscuro di quegli importantissimi accorgimenti che solo un ex commissario conosce. Probabilmente avrei ceduto alla tentazione di scrivere tanto (troppo), abbondando con considerazioni superflue nel tentativo (vano) di convincere gli esaminatori della mia preparazione; avrei divagato ben oltre il nocciolo della questione (più semplice di quanto mi aspettassi) quasi delusa dalla impossibilità di dimostrare le mie “doti” di avvocato! Invece il segreto sta proprio nella linearità, nella sintesi e nella chiarezza, anche della grafia.

#sonostatapraticanteancheio

09 dicembre 2011  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Professione

Ogni anno arriva dicembre e ogni dicembre, un giorno, mi torna in mente che siamo vicini alle estenuanti prove scritte dell’esame di avvocato. A me è toccato nel 2007 ma, nonostante sia passato qualche anno, ancora tiro un sospiro di sollievo pensando che ormai è passata!

Ed è sempre in questo periodo che ricevo le telefonate di qualche amico alle prese con gli ultimi giorni di preparazione: il tono della voce è eloquente, la preoccupazione palpabile, il senso di spaesamento evidente. Che codici posso portare? Ma con lo zaino mi fanno entrare? E fogli per prendere appunti sono concessi? Mi abbracci per favore?!! Sì, perché ricordo perfettamente che in quel periodo avevo bisogno semplicemente di qualcuno che mi dicesse “Silvia, tranquilla…andrà tutto bene!”.

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