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Posts taggati con 'esame'

In italiano è sempre meglio!!!

15 ottobre 2012  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Professione

Mancano poco meno di due mesi alle prove scritte per diventare avvocato e, come ogni anno, la rete ci regala delle vere e proprie perle su come aggirare il “piccolo” ostacolo dell’esame di Stato previsto in Italia.

Ormai la scorciatoia spagnola è cosa ben nota di cui si è parlato e riparlato fino allo sfinimento. Oggi, però, volevo brevemente tornarci su, perché ho ottime notizie!

Evidentemente, la concorrenza tra le società che propongono un servizio di assistenza a questo iter di abilitazione “alternativo” deve essere diventata talmente agguerrita da richiedere un quid pluris…un pacchetto completo che risponda perfettamente alle esigenze dei neolaureati in legge.

Giovane avvocato

24 luglio 2012  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Altro, Professione

Se sei in grado di aiutare un praticante a preparare l’esame di abilitazione o sei molto bravo o, evidentemente, non sei più un giovane avvocato.

Dopo aver elaborato questa considerazione ho pensato che, in realtà, la definizione di “giovane avvocato” è abbastanza fumosa e l’età “professionale” può dipendere da innumerevoli fattori, diciamo così…

Poi mi sono ricordata di una cosa:

L’avvocato per poter accogliere un praticante presso il proprio studio deve essere iscritto all’albo con un’anzianità superiore a due anni.

Dopo due anni dall’abilitazione, quindi, il Regolamento per la pratica forense ti ritiene idoneo a formare i futuri avvocati.

Per la proprietà transitiva del mio flusso di pensieri, dopo due anni dall’iscrizione all’albo degli avvocati non sei più – è scritto chiaro e tondo – un giovane avvocato.

Ora mi sento come se avessi appena compiuto 50 anni…

Avvocati: serve davvero un esame più selettivo?

19 gennaio 2012  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Professione

La sede d'esame

Sì, serve assolutamente un esame più selettivo. Questo non ha nulla a che vedere con le percentuali degli abilitati o con la necessità di diminuire il numero di avvocati in Italia. A dirla tutta, io non credo nemmeno ce ne sia bisogno.

Riguarda, più che altro, la serietà dell’esame e il dovere di garantire una selezione che non si basi sul colpo di fortuna o sul caso, ma sulla effettiva idoneità a svolgere la professione forense.

A giudicare dai racconti, tra cui anche il mio, la prospettiva di un esame giusto ed equo sembra, però, estremamente lontana. Questa volta ho descritto, grazie alla testimonianza di un mio amico, un piccolo spaccato delle recenti prove scritte tenutesi a Milano.

Esame di avvocato e segni di riconoscimento: la parola al TAR

16 dicembre 2011  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Diritto

I tre giorni di scritti sono ormai terminati e i candidati possono riposarsi – solo qualche giorno, perché bisogna già pensare all’orale – in attesa dell’esito dell’esame. Ci vorranno mesi, parecchi, prima di poter leggere la scritta AMMESSO o NON AMMESSO all’orale sui fogli appesi presso le sedi di Corte d’Appello. 30 il punteggio minimo da dover raggiungere in almeno due prove su tre, con un totale complessivo non inferiore a 90/centocinquantesimi.

A volte, però, può succedere che gli scritti vengano annullati senza nemmeno procedere alla correzione. Ciò accade, ad esempio, se i commisari rinvengono nella stesura segni di riconoscimento e cioè elementi che possano rendere identificabile il candidato apposti, ovviamente, con lo scopo di avere un aiuto in sede di correzione (da parte di un membro di commissione compiacente). Come saprete, infatti, per garantire l’onestà e la regolarità dell’esito, le prove dei concorsi non sono abbinate ad un nominativo fino a conclusione della correzione.

Come sopravvivere all’esame di avvocato!

10 dicembre 2011  Scritto da Silvia Surano   Pubblicato in Professione

Come non essere d’accordo con i 10 consigli del prof. Giovanni Ziccardi su come redigere il parere dell’esame di avvocato? Se non avessi avuto la fortuna di seguire un corso di preparazione, tra l’altro sotto la preziosa giuda del prof. Antonio Catricalà, sarei rimasta completamente all’oscuro di quegli importantissimi accorgimenti che solo un ex commissario conosce. Probabilmente avrei ceduto alla tentazione di scrivere tanto (troppo), abbondando con considerazioni superflue nel tentativo (vano) di convincere gli esaminatori della mia preparazione; avrei divagato ben oltre il nocciolo della questione (più semplice di quanto mi aspettassi) quasi delusa dalla impossibilità di dimostrare le mie “doti” di avvocato! Invece il segreto sta proprio nella linearità, nella sintesi e nella chiarezza, anche della grafia.

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