Il 7 ottobre scorso, con un comunicato stampa, il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato l’opuscolo “La scuola a prova di privacy“, una breve guida rivolta a studenti, genitori, professori e amministrazioni scolastiche che si prefigge di fornire indicazioni per la corretta protezione dei dati personali nelle scuole.

La guida, si legge nel comunicato, è utile per comprendere meglio la specifica terminologia utilizzata nella normativa sulla privacy e per avere un sintetico quadro giuridico di riferimento grazie all’esposizione dei casi affrontati dal Garante con maggiore frequenza.

A mio avviso, ogni iniziativa che dia spunti di riflessione (e di insegnamento) sul tema deve essere supportata e condivisa. È infatti sempre più facile avere la riprova che alcune nozioni fondamentali sul tema della privacy non sono scontate per tutti e, purtroppo, le conseguenze di questa disinformazione sono spesso molto serie.

Detto ciò, forse non avrei trattato tutti gli argomenti con la stessa sintesi e lo stesso linguaggio, dal diritto di accesso al cyberbullisto, dal servizio mensa alla pubblicazione degli esiti degli scrutini.

Alcune pagine sono di esclusivo interesse delle amministrazioni scolastiche e degli insegnanti e trattano temi che, comunque, dovrebbero già essere ben conosciuti in ragione del ruolo da questi svolto. Altri, invece, coinvolgono più da vicino i genitori e i ragazzi che, ovviamente, potrebbero avere maggiori lacune sull’argomento. Eppure non ho notato un cambio di registro in base al potenziale interlocutore né in base alla delicatezza del tema trattato.

Per questo, sarebbe stato a mio avviso preferibile creare opuscoli differenziati, così da utilizzare, magari, un linguaggio più enfatico per i ragazzi e più preciso e tecnico per professori e dirigenti scolastici.

L’iniziativa del Garante è, comunque, una lodevole risposta al bisogno di istruzione e sensibilizzazione sul tema della privacy in ambito scolastico. Infatti, è solo attraverso una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione di studenti, famiglie e istituti scolastici che si potrà giungere ad un diretto coinvolgimento degli stessi in un’azione di prevenzione e repressione delle violazioni.

Sarebbe molto utile che a ciò seguissero lezioni di approfondimento per studenti e famiglie, momenti di dialogo e confronto organizzate dallo stesso Garante, per non affidarsi solo alle iniziative spontanee.

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