La notizia, per la quale ringrazio Francesco Posati e il suo canale #PCTfacile, è questa: un gruppo di ricercatori londinesi ha fatto analizzare ad un’intelligenza artificiale 584 procedimenti giudiziari dinanzi la Corte europea dei diritti dell’uomo, riuscendo a prevedere correttamente il 79% delle decisioni.

Studiando le sole sintesi dei casi così come pubblicate dalla Corte stessa, il gruppo di ricerca ha ricostruito il ragionamento svolto dalla Corte per giungere alle decisioni, individuandone le determinanti. Senza entrare troppo nello specifico, sembra che l’algoritmo sia stato in grado di individuare particolari frasi, fatti o circostanze che avrebbero fatto propendere la Corte per una decisione piuttosto che per un’altra.

A detta dello stesso team di ricerca, l’algoritmo potrebbe essere ulteriormente perfezionato se fosse possibile accedere non solo ai documenti pubblici della Corte ma anche gli atti di parte.

E se veramente fosse possibile analizzare tutte le decisioni emesse da un determinato organo giudiziario così da trarne un algoritmo perfettamente attendibile? Quali le possibili applicazioni?

Sicuramente un grande aiuto per noi avvocati! Sarebbe interessante, infatti, poter sottoporre all’algoritmo i fatti salienti del caso che ci occupa, ricavandone indicazioni su come impostare la difesa dinanzi a quel particolare giudice, su quali circostanze sottolineare o quali parole usare e, infine, trarre anche una previsione molto attendibile sull’esito della causa!

Messa così, da qui a sostituire noi avvocati con dei robot, il passo potrebbe essere breve!

 

 

 

 

 

 

 

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