Ci sono voluti ben sette anni ma, finalmente, qualche mese fa il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato le FAQ in tema di operazioni e concorsi a premio, regalando alle aziende (è proprio il caso di dirlo) uno spazio di manovra più ampio.

Non è un segreto, infatti, che la disciplina sia dettata più dall’interpretazione che ne dà il MISE che dal DPR 430/2001, tanto che è ormai prassi consolidata quella di richiedere pareri preventivi per scongiurare il pericolo sanzioni.

Ma vediamo alcune delle novità più rilevanti.

I premi di minimo valore

L’interpretazione del concetto di “minimo valore” è da sempre stato uno dei punti più contestati dagli addetti ai lavori considerata, soprattutto, la possibilità di avvalersi del relativo caso di esclusione.

Con le nuove FAQ il Ministero abbandona l’interpretazione secondo la quale erano da considerarsi di minimo valore quei premi il cui prezzo poteva essere assimilato a quello di una bandierina o di un lapis, ossia corrispondenti a circa 1 euro, aumentando il limite a ben 25,82 euro. La novità è sicuramente una delle più importanti se si pensi a quante aziende promuovono i prodotti mediante l’attribuzione di piccoli premi e che, d’ora in avanti, potrebbero godere dell’esenzione di cui all’art. 6 comma 1 lett. d).

La nuova disposizione deriva dal parere con il quale l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i premi di valore complessivo inferiore a 25,83 euro non devono essere assoggettati alla ritenuta del 25%. Pertanto, il soggetto promotore dell’iniziativa dovrà assicurarsi, per godere dell’esenzione, che uno stesso partecipante non riceva, nello medesimo periodo di imposta, premi che complessivamente superino il valore limite.

Manifestazioni organizzate in Italia da imprese estere

Anche questa è una novità davvero interessante. Fino a poco tempo fa, l’interpretazione data dal Ministero con le FAQ escludeva la possibilità per un’impresa estera di organizzare nel proprio paese un unico concorso esteso anche all’Italia. La necessità di applicare la normativa italiana, notoriamente più severa, oltre a fungere da deterrente, obbligava le società a prevedere più manifestazioni con differenti regolamenti.

Da ora, invece, qualora si tratti di imprese con sede nell’Unione Europea, il concorso svolto anche in Italia potrà vedere applicata la normativa vigente nel paese in cui ha sede la società estera promotrice. Il Ministero dello Sviluppo Economico avrà comunque un compito di vigilanza sulle manifestazioni così da poter tutelare i consumatori.

Server e partecipazione dall’estero

L’ambito di svolgimento delle manifestazioni a premio era limitato al territorio dello Stato italiano o parte di esso, tanto da escludere la partecipazione dall’estero. La disciplina è sempre stata ritenuta anacronistica avuto riguardo, soprattutto, al dilagare dei concorsi online.

Con le nuove FAQ il Ministero, ribadendo la necessità di utilizzare un servizio di mirroring in caso di server ubicati all’estero, ha espressamente previsto la possibilità di partecipazione alle manifestazioni a premio da tutto il mondo qualora, invece, i server siano ubicati sul territorio italiano.

Partecipazione attraverso social network con server allocati all’estero

La partecipazione ai concorsi tramite social network continua ad essere vista non di buon occhio dal Ministero. Ne è dimostrazione la disciplina complessa che trapela dalla FAQ n. 7 e che stride con le dinamiche semplici dei social stessi.

Secondo il MISE, infatti, nel caso in cui il social network con server estero sia l’unico canale di partecipazione al concorso o il favorito “questi deve essere associato”. Qualora siano previsti più canali di partecipazione, invece, l’associazione del social non è necessaria ma il soggetto promotore o un suo delegato devono assicurarsi che il partecipante fosse già iscritto al social prima dell’indizione del concorso.

Alcune indicazioni specifiche, inoltre, riguardano Facebook. In caso di utilizzo solo di FB connect i dati degli utenti dovranno essere estratti e archiviati automaticamente su server allocati in Italia. È poi concesso l’utilizzo di “applicazioni di terzi soggetti, quali ad esempio la funzione “Mi piace”, così come l’archiviazione dei dati di partecipazione al concorso e degli eventuali contenuti caricati dagli utenti (foto, elaborati, video, etc.) purché tali azioni siano poi replicate in via contestuale/differita attraverso l’utilizzo di sistemi del tipo mirroring o analoghi che possano consentire la tracciatura di tutto ciò che accade“. Unica responsabile in caso di contestazioni è, comunque, l’azienda promotrice.

Il Ministero, inoltre, non manca di sottolineare la necessità di richiedere espresso consenso al trattamento dei dati personali non solo per le finalità di partecipazione alla manifestazione a premio, bensì anche per le finalità di profilazione.

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